La cantina Masi
Masi prende il nome dal Vaio dei Masi, la piccola valle nella Valpolicella Classica acquistata dalla famiglia Boscaini alla fine del Settecento, ed è ancora condotta dalla famiglia dopo sette generazioni. La casa ha costruito la propria reputazione sull'appassimento, l'essiccazione invernale delle uve per Amarone e Recioto, che il suo gruppo tecnico ha studiato e perfezionato per decenni, e sul recupero di vecchi vitigni veronesi come l'Oseleta. Accanto al Costasera, ampiamente esportato, imbottiglia due storici cru Amarone, Campolongo di Torbe e Mazzano, e cura i vigneti della tenuta Serego Alighieri, dimora dei discendenti del poeta Dante.
Prezzi per asporto e spedizione. Il wine bar serve dalla propria carta.
La cantina
Conoscere Masi



Storia
La storia di Masi comincia nel 1772, anno della prima vendemmia della famiglia Boscaini nel Vaio dei Masi, una piccola valle nel cuore della Valpolicella Classica. Il nome della famiglia e quello di quella valle sono rimasti insieme da allora, mentre il primo vigneto cresceva, passo dopo passo, con acquisti nelle migliori zone vinicole storiche del Veneto.
La famiglia Boscaini è proprietaria di Masi fin dall'inizio e oggi la guida con la sesta, la settima e l'ottava generazione. Il presidente, Sandro Boscaini, è noto nel settore come "Mister Amarone" per il ruolo avuto nel rendere famoso il vino nel mondo. Nel 1973 Masi iniziò a collaborare con i Conti Serego Alighieri, discendenti di Dante, la cui tenuta è la più antica della Valpolicella.
Il territorio e i vigneti
La zona della Valpolicella Classica comprende Gargagnago a Sant'Ambrogio, San Pietro in Cariano e le valli di Fumane, Marano e Negrar, con vigneti da circa 100 metri fino a quasi 1.000 metri sul livello del mare. Masi lavora con le uve locali: la Corvina, che dà corpo e frutto di ciliegia, la Rondinella per colore e struttura, e la Molinara per freschezza e spezia.
Negli anni Ottanta Masi ha recuperato l'Oseleta, un'antica varietà veronese che i viticoltori avevano abbandonato, e il suo Gruppo Tecnico ha reimpiantato e sperimentato 48 varietà autoctone. Fuori dalla Valpolicella il gruppo lavora anche in Trentino, a Valdobbiadene, in Friuli, nell'Oltrepò Pavese, in Toscana e a Mendoza, in Argentina.
I vini
L'appassimento, cioè l'essiccazione delle uve dopo la vendemmia, è al centro di tutto ciò che fa Masi. I grappoli migliori riposano su tradizionali graticci di bambù chiamati arele, in granai ventilati detti fruttai, per almeno 100 giorni durante l'inverno. Ogni graticcio regge circa 90 o 100 chili di uva, sufficienti per 30 o 40 bottiglie di Amarone. Masi ha tredici di questi locali di appassimento intorno a Verona.
La casa produce sei diversi Amarone, tra cui il Costasera, che molti bevitori conoscono come riferimento per lo stile. Il Campofiorin, una interpretazione originale della tecnica dell'appassimento, è un altro vino della casa amato da lungo tempo.
Oggi
Masi vende i suoi vini in quasi 140 paesi ed è stato il primo marchio di vino di qualità quotato alla Borsa italiana. Nel 2022, a 250 anni da quella prima vendemmia, ha inaugurato Monteleone21, la nuova sede a Sant'Ambrogio di Valpolicella, dove i visitatori possono degustare i vini e conoscere il territorio. Nel marzo 2024 l'azienda ha confermato il proprio status di Società Benefit, con obiettivi legati alle persone, alla terra e alla cultura del Veneto.
- Fondazione
- 1772
- Zona
- Valpolicella Classica, Veneto
- Vitigni principali
- Corvina, Rondinella, Molinara, Oseleta
- Proprietu00e0
- Famiglia Boscaini



























