La cantina Speri
La famiglia Speri coltiva la Valpolicella Classica dalla prima metà dell'Ottocento ed è ora alla settima generazione, lavorando ancora solo i propri 60 ettari e solo i vitigni autoctoni della valle. Dalla sede di Pedemonte la famiglia gestisce un ciclo chiuso: ogni bottiglia proviene da uve aziendali, e dal 2015 l'intera produzione è certificata biologica. La casa è membro del gruppo Famiglie Storiche, e il suo Amarone dalla collina Monte Sant'Urbano a Fumane è da tempo un punto di riferimento per lo stile classico e non forzato della denominazione.
Prezzi per asporto e spedizione. Il wine bar serve dalla propria carta.
La cantina
Conoscere Speri


Storia
Speri è una delle antiche famiglie del vino della Valpolicella, oggi alla settima generazione. La cronologia della cantina parte dall'Ottocento: una botte datata 1874 è ancora in cantina, e dal 1885 Carlo Speri acquistò appezzamenti di vigna a San Pietro in Cariano. Il figlio Benedetto vinse una medaglia d'argento a una fiera agricola e industriale a Roma nel 1908. Nel 1933 Sante, figlio di Benedetto, comprò la tenuta di Monte Sant'Urbano a Fumane, oggi considerata tra i principali cru della Valpolicella Classica.
I quattro figli di Sante portarono avanti l'attività. La famiglia dice di essere stata tra le prime a fare l'Amarone, con una prima annata nel 1958, e nel 1962 i fratelli costruirono l'attuale cantina, grande per un'epoca in cui l'Amarone era ancora poco conosciuto. Le esportazioni verso gli Stati Uniti iniziarono nel 1971, e nel 1974 arrivò il primo cru di famiglia, l'Amarone Classico Vigneto Monte Sant'Urbano. Uno dei fratelli, Carlo, presiedette il consorzio dei vini della Valpolicella dal 1984 al 1993.
Il territorio e i vigneti
Speri possiede circa 60 ettari nell'area storica della Valpolicella Classica, a quote tra i 120 e i 350 metri. Tutto il vino è fatto con uve proprie. I vigneti con nome comprendono Sant'Urbano, La Roggia, Lenguin, La Roverina e Brolo di Villa Giona. Molti appezzamenti in collina sono terrazzati con muri a secco chiamati marogne, che rallentano il deflusso dell'acqua e danno riparo a insetti e altre piccole forme di vita.
La famiglia coltiva solo varietà autoctone: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, con piccole quantità di altre più rare come Oseleta, Rossanella, Pelara e Cabrosina. Negli anni Novanta la cantina rielaborò la tradizionale pergola veronese in una versione aperta e inclinata, spesso chiamata Pergoletta Speri, che lascia arrivare più sole e aria ai grappoli e da allora si è diffusa in tutta la Valpolicella.
I vini
La gamma è composta da cinque classici DOC e DOCG: Valpolicella Classico, Valpolicella Ripasso Classico Superiore, Valpolicella Classico Superiore Sant'Urbano, Amarone della Valpolicella Classico Sant'Urbano e Recioto della Valpolicella Classico La Roggia. Dagli anni Settanta la famiglia imbottiglia vini di singola vigna, dando loro il nome dell'appezzamento da cui provengono.
Oggi
Tre generazioni della famiglia, otto persone in tutto, seguono ogni fase dalla vigna alla bottiglia. La coltivazione è passata al naturale nel 2004 e l'intera produzione è certificata biologica dalla vendemmia 2015. La cantina ha anche la certificazione di sostenibilità Equalitas, ottenuta nel 2021, e la certificazione Biodiversity Friend dal 2022. Le visite in cantina si prenotano attraverso il sito della cantina.
- Fondazione
- 1874 (la piu00f9 antica botte datata; famiglia nel vino dall'Ottocento)
- Zona
- Valpolicella Classica, Veneto
- Vigneti (ettari)
- 60
- Vitigni principali
- Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara
- Proprietu00e0
- Famiglia Speri














