La cantina Tommasi
Masi deve il suo nome al Vaio dei Masi, la piccola valle nella Valpolicella Classica acquistata dalla famiglia Boscaini alla fine del Settecento, ed è ancora a conduzione familiare dopo sette generazioni. La casa ha costruito la sua reputazione sull'appassimento, l'essiccazione invernale delle uve per l'Amarone e il Recioto, che il suo gruppo tecnico ha studiato e affinato per decenni, e sul recupero di antichi vitigni veronesi come l'Oseleta. Accanto al Costasera, ampiamente esportato, imbottiglia due storici cru di Amarone, Campolongo di Torbe e Mazzano, e cura i vigneti della tenuta Serego Alighieri, dimora dei discendenti del poeta Dante.
Prezzi per asporto e spedizione. Il wine bar serve dalla propria carta.
La cantina
Conoscere Tommasi



Storia
Tommasi fa risalire la sua attività in Valpolicella Classica al 1902, quando Giacomo Tommasi comprò un piccolo appezzamento. Nel 1920 la famiglia prese in gestione circa dieci ettari, compresa la vecchia casa che compare sulle etichette dell'Amarone. Il contratto di mezzadria terminò nel 1940 e la famiglia ne divenne proprietaria a tutti gli effetti.
La prima annata ufficiale di Tommasi Amarone Classico fu il 1959. Dopo il riconoscimento della DOC Valpolicella nel 1968 la famiglia iniziò a crescere oltre Verona, e una nuova cantina nel 1970 riunì vendite ed esportazioni sotto lo stesso tetto. Nel 1997 la quarta generazione assunse ruoli chiave e avviò il progetto Tommasi Family Estates.
Il territorio e i vigneti
La tenuta di casa è a Pedemonte, in Valpolicella Classica. La famiglia ha aggiunto La Groletta sul monte La Grola nel 2000, e nel 1990 ha comprato Villa Quaranta, una villa del Cinquecento diventata hotel del vino con spa. Fuori dal Veneto è arrivata per prima Poggio al Tufo, nella Maremma toscana, nel 1997. Nel 2012 è seguita Masseria Surani in Puglia, con 80 ettari, 55 dei quali piantati a Primitivo di Manduria. Caseo in Oltrepò Pavese è arrivata nel 2013, Casisano a Montalcino nel 2015, e nel 2016 è stata formalizzata una collaborazione con Paternoster sul Vulture. Tommasi parla oggi di circa 800 ettari in tutta Italia.
I vini
L'Amarone Classico resta il centro della gamma, e l'Amarone De Buris, di singolo vigneto, è stato lanciato nel 2018. In Toscana la famiglia produce Brunello di Montalcino a Casisano e vini della Maremma a Poggio al Tufo. La Puglia porta il Primitivo, Paternoster in Basilicata fa l'Aglianico del Vulture, mentre Caseo è conosciuta per il Pinot Nero.
Oggi
L'enologo Giancarlo Tommasi dirige la produzione dal 2000. Per il centodecimo anniversario è stata costruita una nuova cantina di affinamento dell'Amarone, che ospita la botte Magnifica da 33.000 litri. La famiglia descrive la propria visione come mettere al primo posto il benessere delle persone e condividere il vino italiano e la bella vita. Degustazioni e visite in cantina si svolgono in Valpolicella, vicino a Verona.
- Fondazione
- 1902
- Vigneti (ettari)
- Circa 800 nelle tenute della famiglia Tommasi
- Proprietu00e0
- Famiglia Tommasi
- Enologo
- Giancarlo Tommasi (direttore della produzione dal 2000)


















