La cantina Quintarelli
Giuseppe Quintarelli, il silenzioso maestro della Valpolicella, ha guidato la tenuta di famiglia sulla collina di Negrar dal 1950 fino alla sua morte nel 2012, fissando uno standard al quale la regione si misura ancora. Sua figlia Fiorenza e la sua famiglia mantengono la cantina esattamente come lui l'ha lasciata: circa undici ettari di vigne, lunga appassimento naturale delle uve, fermentazioni lente e anni di riposo in grandi botti vecchie, con ogni vino messo in commercio solo quando la famiglia lo ritiene pronto. La produzione si mantiene intorno alle sessantamila bottiglie l'anno, e le famose etichette scritte a mano lasciano ancora la tenuta con la loro calma senza fretta.
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La cantina
Conoscere Quintarelli

Storia
La storia dei Quintarelli comincia con Silvio Quintarelli, che lavorò vigneti come mezzadro prima di stabilirsi con la famiglia nel 1924 a Cerè, una piccola frazione sopra Negrar, nella Valpolicella Classica. È lì che la cantina è rimasta da allora.
Suo figlio Giuseppe, nato nel 1927 e noto a tutti come Bepi, rilevò l'azienda all'inizio degli anni Cinquanta. In sei decenni trasformò una piccola azienda agricola di famiglia in uno dei nomi più ricercati del vino italiano, cambiando pochissimo il proprio modo di lavorare. Seguì le sue regole e non la moda, e Romano Dal Forno, che imparò da lui, lo chiamò "il guru della Valpolicella". Bepi è morto nel gennaio 2012, a 84 anni.
Il territorio e i vigneti
Il vigneto di casa, di circa tre ettari, circonda la casa e la cantina sui pendii calcarei del Monte Ca' Paletta. Qui crescono Corvina e Corvinone sulla tradizionale pergola veronese, mentre i vitigni francesi sono allevati bassi su fili. Altre parcelle, circa otto ettari in tutto, si trovano a Sant'Ambrogio di Valpolicella, Valgatara e Montorio, a est di Verona, per un totale di circa undici o dodici ettari.
Bepi fu il primo viticoltore della denominazione a piantare Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, una scelta che in seguito diede uno dei vini più famosi della tenuta.
I vini
L'Amarone della Valpolicella Classico si fa solo nelle annate migliori e solo con i grappoli più belli. Le uve appassiscono per settimane su graticci prima della fermentazione, e poi il vino invecchia a lungo in grandi botti di rovere, spesso cinque anni o più, prima dell'uscita. Nelle annate giudicate non abbastanza buone per l'Amarone, le uve vanno invece nel Rosso del Bepi.
Accanto vengono il Valpolicella Classico, il Recioto, il rosso giovane Primofiore, un bianco secco da Garganega e altre uve, e l'Alzero, un uvaggio di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon uscito per la prima volta nel 1982. Le etichette portano ancora lo stile scritto a mano che usava Bepi, e la produzione resta piccola, intorno alle 60.000 bottiglie l'anno.
Oggi
La figlia di Bepi, Fiorenza, il marito Giampaolo Grigoli e i figli Francesco e Lorenzo guidano oggi la tenuta, come avevano cominciato a fare quando lui era ancora in vita. L'approccio in vigna e in cantina è rimasto lo stesso. A Cerè non c'è ancora nessuna insegna al cancello: la famiglia non ha mai sentito il bisogno di metterla.
- Fondazione
- 1924
- Zona
- Negrar, Valpolicella Classica, Veneto
- Vigneti
- circa 11 o 12 ettari
- Vitigni principali
- Corvina, Corvinone, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon
- Proprietu00e0
- famiglia Quintarelli e Grigoli















