La cantina Fasoli Gino
Fasoli Gino ha iniziato nel 1925, quando Amadio Fasoli piantò la sua fattoria a Colognola ai Colli nella bassa valle d'Illasi, ed è rimasta in famiglia da allora, con il nipote Matteo che oggi gestisce i 20 ettari dell'azienda. La casa è stata tra i pionieri del biologico nella zona e oggi lavora in modo biologico e biodinamico, con vini certificati vegani, colline di argilla e calcare e il tradizionale pergolato veronese corto nei vigneti. I vini portano la firma delle valli orientali: frutto generoso, appassito e affinato con pazienza, sempre con una vena fresca e sapida sul fondo.
Prezzi per asporto e spedizione. Il wine bar serve dalla propria carta.
La cantina
Conoscere Fasoli Gino


Storia
La storia di famiglia comincia nel 1925, quando Amadio Fasoli iniziò a coltivare e vinificare le proprie uve e a consegnare le botti con carro e cavallo alle osterie di Verona, Vicenza e Padova. I figli Gino e Gigi portarono i vini in giro per l'Italia, e negli anni Settanta il nome Fasoli Gino era ormai affermato. Gino portò poi i vini all'estero.
Seguirono i figli di Gino, Franco e Natalino, e oggi Natalino guida l'azienda con il figlio Matteo, la quarta generazione.
Il territorio e i vigneti
La zona d'origine è la Val d'Illasi, a est di Verona tra Soave e Valpolicella, e la famiglia coltiva anche appezzamenti nei Colli Berici, in Val d'Alpone, intorno al Lago di Garda e nella campagna padovana e della bassa veronese. Un articolo indica una superficie totale di circa 100 ettari, mentre un rivenditore elenca 14 ettari nella sola Val d'Illasi.
I vigneti Fasoli sono biologici dagli anni Ottanta, un passo precoce per la zona. La pagina di una fiera di settore data il cambiamento al 1979, dopo che Gino sviluppò un'allergia ai trattamenti chimici. In seguito la famiglia ha aggiunto i metodi biodinamici: inerbimento tra i filari, potatura leggera, difesa naturale dai parassiti e vendemmia a mano in più passaggi.
I vini
La gamma comprende Soave, Valpolicella, Bardolino e Amarone, con la linea Corte del Pozzo che porta in etichetta le oche che passeggiano tra i vigneti. In cantina c'è un vecchio pozzo, che la famiglia considera un simbolo della continuità della tenuta.
Oggi
L'azienda ha la certificazione Equalitas e punta a emissioni zero. L'elettricità proviene da pannelli solari e da una fornitura idroelettrica certificata. In Val d'Illasi la famiglia gestisce Tenuta Le Cave, un piccolo hotel il cui vecchio fruttaio è oggi una sala degustazione, e un casino di caccia del Cinquecento, La Casetta.
- Fondazione
- 1925 (primi vini di Amadio Fasoli)
- Vigneti (ettari)
- Circa 100 in diverse zone; 14 in Val d'Illasi
- Proprietu00e0
- Famiglia Fasoli, quarta generazione





