Skip links

Vino marchigiano

Vino marchigiano

Vino marchigiano

Assaporare “Le Marche”: alla scoperta dei suoi vini distintivi

Introduzione

Le Marche sono una regione rada, lunga e montuosa, rinomata per le sue coste suggestive e città antiche come Ancona e Urbino, dove è cresciuto il grande pittore Raffaello. Il suo nome descrive il suo antico status di territorio di confine (“marcia”) del Sacro Romano Impero ed è una sorta di ponte tra il centro e il sud dell’Italia. È noto anche per la sua forte tradizione artigianale, dalle scarpe di Macerato alla famosa carta di Fabriano, che ha inventato la filigrana – e questa attitudine artigianale è sicuramente trasferita nei loro meravigliosi vini.

Geograficamente, le Marche sono una regione della costa orientale, confinante con l’Emilia-Romagna a nord, con l’Umbria a ovest con piccoli angoli di Toscana e Lazio su entrambi i lati, e con l’Abruzzo a sud. È una terra spettacolare, con un minuscolo litorale pianeggiante lungo la costa che lascia rapidamente il posto a montagne stravaganti. Questa è la terra che dà forma alla sua viticoltura: alte altitudini, ripide scogliere, terreni argillosi, calcarei, sabbiosi e, naturalmente, minerali vulcanici adatti al vino. Il suo confine montuoso con l’Abruzzo può essere considerato la spina dorsale dell’Italia.

Il vino

Le Marche sono meglio conosciute come regione del vino bianco, anche se questa non è tutta la storia. Dei suoi cinque DOCG, due sono rossi, due sono bianchi e uno può essere l’uno o l’altro. Ci sono una varietà di uve rosse e bianche prominenti qui, ma non c’è dubbio chi la stella sia: Verdicchio.

Il Verdicchio è responsabile di due di queste DOCG, oltre a tutta una serie di DOC e altri vini della regione. Si ritiene che sia originario delle Marche – è stato sicuramente registrato per la prima volta lì – e si dice che prenda il nome dal colore del vino che ne risulta, che può essere notevolmente verdastro e molto, molto pallido. È rinomato per la sua enorme acidità, i suoi pronunciati sapori di agrumie talvolta una fine nota che ricorda le mandorle amare.

La prima e forse più conosciuta zona di produzione di quest’uva è Castello di Jesi, in provincia di Ancona. Il vino DOC è il classico verdicchio (che ne costituisce almeno l’85%), color paglierino e foglia, vivace e sapido, vinificato per lo più in acciaio; la Riserva DOCG, tuttavia, viene invecchiata per almeno 18 mesi in botti di rovere e almeno 6 in bottiglia, portando ad un vino più ricco, fruttato e mielato.

Il Verdicchio di Matelica DOC e i DOCG della provincia di Macerata seguono un modello molto simile, con la stessa composizione delle uve, le stesse regole di invecchiamento per la Riserva DOCG, composizioni simili del terreno (argilla, calcare) e l’altitudine tipica delle Marche. Ci sono tuttavia due differenze principali. Il primo è il volume, con Castelli di Jesi che produce più di Matelica con un margine molto ampio. Il secondo è la posizione: essendo Ancona sulla costa, Jesi riceve un’influenza di vento molto più forte e più fresca rispetto a Matelica. Ciò è decisivo nel fatto che, piuttosto controintuitivamente, i vini di Matelica tendono ad una forte mineralità, mentre quelli di Jesi tendono ad essere un po’ più ricchi nel reparto fruttato.

L’altra regione responsabile del vino bianco a livello DOCG nelle Marche è Offida, verso la parte meridionale della provincia di Ascoli Piceno, essa stessa nel sud della regione. Esistono due diverse varietà autorizzate a portare l’etichetta dell’ Offida Bianco DOCG: una, da almeno il 90% di pecorino; l’altro da almeno il 90% di passerina. Il Pecorino è un’antica varietà a maturazione precoce che dà un vino floreale, dal sapore intenso e di moderata acidità (il suo nome deriverebbe dal fatto che le pecore ne mangiavano le bacche); la passerina è una varietà molto rara, presente praticamente solo nelle Marche, che produce vini freschi, luminosi e vibranti (il suo nome deriva presumibilmente dal fatto che i passeri – passerini – ne mangiavano le bacche). I vini DOC Terre di Offida devono essere altrettanto varietali, ma con altre norme un po’ rilassate (rese più elevate e così via).

Ma Offida non produce solo vino bianco. Produce anche un vino rosso DOCG dal vitigno montepulciano, uno dei più importanti della regione, e di tutto il centro Italia. Famoso soprattutto per il suo ruolo nella creazione del vino Montepulciano d’Abruzzo dalla vicina Marche, il montepulciano è piantato in tutto il centro e il sud del paese ed è noto per il suo corpo medio, tannini medi e acidità media, nonché la sua capacità di produrre molto vino che non compromette eccessivamente il sapore. In una DOCG come Offida, ovviamente, quelle rese sono strettamente controllate (il Terre di Offida Rosso, ovviamente, meno), e il vino finale è rinomato per la sua sussurrata ed enigmatica espressione dell’uva.

Montepulciano è anche responsabile del grande rosso DOCG del Cònero, vicino a Jesi in provincia di Ancona. Almeno l’85% del vino deve essere spremuto dal frutto di quella vite, mentre il resto deve provenire dal sangiovese (è comune, tuttavia, produrre un semplice vino varietale montepulciano al 100%). Il Monte Cònero è un pezzo di natura suggestivo e struggente, i cui terreni calcarei contribuiscono ad aumentare l’acidità delle uve e la cui grande mole ripara le viti dai peggiori effetti dei venti provenienti dal mare. Tutto questo culmina in un vino che ricorda il Bordeaux della riva sinistra: secco, ricco, pieno di aromi terziari complessi come anice e tabacco.L’ultima DOCG delle Marche è davvero unica. A prima vista, la Vernaccia di Serrapetrona in provincia di Macerata sembra essere sicuramente un vino bianco, come la famosa Vernaccia di San Gimignano della Toscana. Ma questo vino è in realtà fatto con la vernaccia nera – una varietà autoctona incredibilmente rara che sembra essere imparentata con la grenache. Ne nasce un vino davvero straordinario, un rosso frizzante di cui almeno il 40% deve provenire da uve passite, un vino più leggero e fresco rispetto ai montepulciano DOCG, con piacevoli sentori di ciliegie amare.

La Vernaccia nera è anche l’uva cruciale per il Maceratese Terreni di Sanseverino DOC, il primo di tanti che utilizzano uve e abbinamenti insoliti. In effetti, le Marche sono particolarmente degne di nota per questi, dai bianchi del Bianchello del Metauro DOC nord-occidentale, ottenuti dalla sfuggente e delicata varietà biancame, al suo vicino, il fresco e carnoso Pergola DOC dalla rara uva aleatico, al francamente strano Lacrime di Morro d’Alba DOC a nord di Ancona, con i suoi straordinari sapori di erbe e viole. Oltre a ciò ci sono DOC a base di sangiovese come San Ginesio, Cònero e Serrapetrona hanno ciascuna DOC più rilassate rispetto ai loro fratelli maggiori, regioni più ampie intorno a Macerata e Pesaro, vini dolci, spumanti e così via – nessuno dei quali, tuttavia, è più importante della vasta Rosso Piceno DOC, una vasta area che si estende dalla cima della provincia di Ancona fino al confine con l’Abruzzo producendo vini estremamente piacevoli e amichevoli da – che altro – montepulciano.

Le Marche sono una classica regione “piccola ma potente” in termini italiani, anche se in termini di superficie non sono pigmee, sono comunque una regione rurale e scoscesa con una popolazione media. Il suo vino, tuttavia, è pieno di gioie quotidiane e classici unici. Secondo noi: una terra di gemme nascoste.

I nostri vini marchigiani

Una selezione dei vini marchigiani che vendiamo nella la nostra enoteca di Venezia e spediamo a livello internazionale.

La ripartizione

Ubicazione: centro-est.

Clima: fresco, mediterraneo, marittimo.

Suolo: gessoso, marnoso, calcareo.

Quota: costantemente piuttosto elevata.

DOCG e alcune DOC: Castelli di Jesi Verdicchio DOC & Riserva DOCG, Verdicchio di Matelica DOC & Riserva DOCG, Offida DOCG, Cònero DOCG, Vernaccia di Serrapetrona DOCG; Lacrima di Morro d’Alba DOC, I Terreni di Sanseverino DOC, Rosso Piceno DOC.

Principali uve rosse: aleatico, lacrima, montepulciano, sangiovese, vernaccia nera.

Principali uve bianche: biancame, passerina, pecorino, verdicchio.

Gioiello nascosto: Lacrima di Morro d’Alba è diverso da qualsiasi altra cosa che troverai in giro.

Crediti immagine: LaCucinaItaliana, Filodivino & Filodivino

Informazioni su Wine Shop all’Amarone

Enoteca all’Amarone a Venezia offre un’eccezionale selezione di vini italiani, mettendo in risalto l’illustre Amarone della Valpolicella. Oltre al nostro focus sull’Amarone, presentiamo con orgoglio vini selezionati delle Marche, mostrando la diversità e la ricchezza delle regioni vinicole italiane. La nostra collezione curata è progettata per offrire agli amanti del vino un assaggio del meglio dell’Italia, dai sapori robusti dell’Amarone ai profili unici dei vini pugliesi.

Aperto dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 19:30, chiuso la domenica.

Prendi il vaporetto linea 1 e scendi a San Silvestro. Siamo a 1 minuto di distanza.

Posizione
Carta dei vini
Posizione
Carta dei vini

Clicca qui sotto sul tipo di vino

Cliccando su ciascun collegamento si aprirà una nuova scheda con la rispettiva tipologia di vino.

Vini Rossi
Vini Bianchi
Vini Spumanti
Vini Rosati

Strumento rapido, non invia nulla

Calcola la spedizione

Scopri quanto costa la spedizione nel tuo paese.